Finite le Olimpiadi si torna alla vita normale:
- la Meloni tornerà a comprare roba cinese perché, si sa, sono gli atleti a dover affrontare la democrazia, mica i politici.
- Frattini cercherà di capire dov’è stato l’8 agosto e dove sia Pechino.
- le dodicenni cinesi arruolate come sedicenni per le gare di ginnastica torneranno nell’ombra, pronte a essere soppiantate da altre dodicenni alle Olimpiadi londinesi (pensavate forse che facessero gareggiare vere sedicenni a Londra?).
- il Tibet tornerà ad essere soppresso e tutti se ne sbatteranno i coglioni, tranne se Richard Gere farà un altro spot per la Fiat.
Per la Cina tutto grasso che cola.






C’è chi ha detto che le Olimpiadi cambiano tutto: dopo Mosca 1980 il comunismo è caduto (ma non era stato il papa polacco fino a poco tempo fa?).
Beh, meglio pensare a questo che a Berlino 1936…
PS: Mi ha fatto piacere tornare sul blog e vederlo ancora vivo e vegeto: sono un frequentatore silente, ma più o meno costante
Chi lo pensava che le Olimpiadi potessero cambiare il regime cinese? Nessuno… e per sfortuna così è stato.
(Quasi) tutti hanno fatto finta di nulla!
CINEMAeVIAGGI
Non che sperassi che la Cina cambiasse, speravo solo che il mondo si accorgesse di non essere cambiato.
Ma non ci speravo nemmeno tanto, a dire il vero.