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Archive for the ‘incazzatura’ Category

Prima ci dicono di chi possiamo innamorarci e di chi non possiamo; poi ci dicono come dobbiamo morire o come non dobbiamo. Ora ci dicono pure cosa mangiare e cosa no. Quando ci diranno come, quando dove e perché andare in bagno? No perché ormai la strada è quella, me l’aspetto.

L’ananas definito “come simbolo di ciò che non è italiano”; chè le robe italiane sono buone, sono sane e sono, forse principalmente, italiane. Siamo arrivati al provincialismo pure quando si parla di cibo, si torna indietro giorno dopo giorno.

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Finite le Olimpiadi si torna alla vita normale:
– la Meloni tornerà a comprare roba cinese perché, si sa, sono gli atleti a dover affrontare la democrazia, mica i politici.
– Frattini cercherà di capire dov’è stato l’8 agosto e dove sia Pechino.
– le dodicenni cinesi arruolate come sedicenni per le gare di ginnastica torneranno nell’ombra, pronte a essere soppiantate da altre dodicenni alle Olimpiadi londinesi (pensavate forse che facessero gareggiare vere sedicenni a Londra?).
– il Tibet tornerà ad essere soppresso e tutti se ne sbatteranno i coglioni, tranne se Richard Gere farà un altro spot per la Fiat.

Per la Cina tutto grasso che cola.

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Da “Canzone del maggio

E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

Da “Sogno numero due

Ascolta
una volta un giudice come me
giudicò chi gli aveva dettato la legge:
prima cambiarono il giudice
e subito dopo
la legge.

Oggi, un giudice come me,
lo chiede al potere se può giudicare.
Tu sei il potere.
Vuoi essere giudicato?
Vuoi essere assolto o condannato?

Fabrizio De Andrè cantava queste canzoni nel 1973 nell’album “Storia di un impiegato“. Se la prima citazione si è verificata ad aprile, la seconda non si è ancora realizzata, ma con tutti gli attacchi giornalieri alla giustizia da parte di Berlusconi sembra non essere molto distante il giorno in cui si accadrà anche questo.

Mi chiedo solo se fosse avanti lui, o se siamo indietro noi.

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*Ovvero “Della mia vita”
E con un po’ di sfiga potrebbe diventare pure una rubrica. -.-

*Wizard, assetato, apre il frigorifero per prendere un succo freddo*

Madre di Wizard: “Perchè prendi i succhi in fondo? Ne ho messi altri nuovi davanti”
Wizard: “Perchè quelli in fondo sono più freschi”
MdW: “Ma se ne ho messi altri davanti apposta per farli prendere prima..”
W: “Sì, ma quelli in fondo sono più freschi”
MdW: “Ma li ho messi davanti perchè scadono prima”
W: “Perchè, quando scadono?”
MdW: “Giugno”
W: “…”
MdW: “2009”
W: “…”
MdW: “…”
W: “Ma va’ a cagare”

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Non scopro l’acqua calda se dico che la Carfagna si è fatta strada a suon di pompini, dico solo che, ora che l’hanno piazzata al ministero delle Pari Opportunità, io mi aspettavo una dose annua di fellatio gratis (al grido di “più pompini per tutti”). Non so, potevano fare una sorta di Carta Sociale: invece di trattare su 400 miseri euro all’anno mettevano in ballo una cinquantina di pompini annui. Perchè cos’è ‘sta storia che c’è chi si diverte e chi no? Dove sta la mia parte? Pari opportunità per tutti, cribbio.

E se le donne reclamano una Carta Sociale per i cunnilingus gliela si concede, chè qua non si sta a guardare in faccia a nessuno (anche perchè durante un rapporto orale si è impegnati a far altro).

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A 70 anni dalle leggi razziali fasciste c’era proprio bisogno di festeggiarle promulgando nuove leggi razziste?
Io ne avrei fatto anche a meno, ecco.

Il prossimo passo è di marchiarli a fuoco? Occhio al copyright..

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Io, quassù, dove spreco la mia vita, è quasi due mesi che non vedo un periodo di bel tempo che sia duraturo.
Pochi giorni di sole, qualche giorno grigio di nuvole e una marea di giorni piovosi, molti dei quali temporaleschi.
Sto mettendo le branchie, tanto per dirla tutta.

Ora, non vorrei fare la tirata sul fatto che da due mesi esatti – giorno più giorno meno – Berlusconi (nella foto a destra mentre si spreme le meningi per risolvere la delicata situazione italiana) abbia vinto le elezioni e che da allora qua da me piova, ma mi sa tanto che mi tocca farla.

Quindi: qua è due mesi che piove, più o meno da quando ha vinto Berlusconi. Cazzo.

Che altro dire? Ah, già..
Piove.
Governo ladro, ça va sans dire.

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