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Archive for the ‘la Repubblica’ Category

Prima ci dicono di chi possiamo innamorarci e di chi non possiamo; poi ci dicono come dobbiamo morire o come non dobbiamo. Ora ci dicono pure cosa mangiare e cosa no. Quando ci diranno come, quando dove e perché andare in bagno? No perché ormai la strada è quella, me l’aspetto.

L’ananas definito “come simbolo di ciò che non è italiano”; chè le robe italiane sono buone, sono sane e sono, forse principalmente, italiane. Siamo arrivati al provincialismo pure quando si parla di cibo, si torna indietro giorno dopo giorno.

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Grecia, Zante, 15/7/2008: gara di sesso orale sulla spiaggia, in attesa della promozione a sport olimpico in vista di Londra 2012.

Madrina dell’evento: Mara Carfagna.

Lo sdegno della vincitrice: “Dov’è il mio ministero?”

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Casino. L’intervento della Guzzanti al “No Cav. Day” ha creato un grosso casino. Sia per le dichiarazioni sul papa, sia per quelle sulla Carfagna. Pronta la levata di scudi da parte di più o meno tutti perchè no, non si può parlare così del papa e perchè no, in piazza non si può dire “uccello”. O forse perchè qualcuno ancora pensa che la Carfagna sia lì per meriti politici, non so.

“la Repubblica” intervista un amico della Carfagna che – testuali parole – “le ha fatto da cicerone in Parlamento”. L’amico del ministro è il vicecapogruppo del PdL alla Camera, tale Italo Bocchino.

Ecco, ora capisco un ammucchiata mucchio di cose.

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Si sa, a molti piace sparare botti a Capodanno: li sparano i piccoli, i grandi, i poveri e i ricchi. Li sparano anche i potenti e i famosi, si divertono pure loro.
Anche il papa spara dei botti. Sì, ma non spara mica bengala o mortaretti; no. No no. Lui spara cazzate. Gli vengono bene, gli vengono facili. E poi sono gratis.

Ora, non mi si dica che sono cattivo. Gli ho lasciato passare la bestemmia scientifica secondo la quale un farmacista non dovrebbe vendere un farmaco per l’eutanasia e per l’aborto. Qualcuno più in gamba (e più ironico) di me ha già detto, infatti, che farmaci simili non esistono (tranne per la Ru486 che però è solo in sperimentazione e, per di più, esclusivamente presso centri di ricerca od ospedali). Per non parlare del fatto che un farmacista iscritto all’albo non si può rifiutare di dare una medicina prescritta, qualunque essa sia.
Ma una cazzata gliela si fa passare, d’altronde è anziano, evidentemente sproloquia, incomincia a fare anche un po’ pena..

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Non è una storia nuova, quella che stò per raccontare. Mi andava però lo stesso di condividere quest’articolo sconcertante e di metterlo sul mio blog.

Tutto accadde nella cittadina di Jena, nella sua High School, quando un ragazzo nero, una matricola, per farsi bello davanti alle ragazze e per accaparrarsi il favore dei veterani neri, si sedette sotto “l’albero bianco”.

“L’albero bianco” era un posto riservato esclusivamente ai bianchi, territorio off-limits per i neri, dunque …

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Piccolo prologo:
Mi ero detto che non volevo partire subito con post troppo polemici, o comunque con post che potessero offendere qualcuno, poi però Eugenio Scalfari se ne esce sulle pagine de “la Repubblica” con questo articolo.

Potevo forse io rifiutare l’occasione offertami da Scalfari?
No! Direi proprio di no!

Come potete vedere il titolo del mio post (e così il titolo dell’articolo di Scalfari) è preso dalla citazione dantesca:

Ahi, Costantin, di quanto mal fu matre,
non la tua conversion, ma quella dote
che da te prese il primo ricco patre!

(cfr. Inferno XIX 115-117)

Qui Dante fa una tirata contro la Donazione di Costantino che sancì il potere temporale ecclesiastico, origine di tutti i mali della Chiesa (e non) secondo il sommo poeta (e anche secondo me).

Chissà cos’avrebbe detto Dante se avesse scoperto che quella donazione nient’altro è che un falso? Chissà come si sarebbe indignato sapendo che la Chiesa si è appropriata del potere temporale con un falso?

Ma non sono qui a parlare di Storia … voglio invece parlare del potere temporale che la Chiesa usa tutt’oggi intromettendosi sempre di più negli affari dello Stato italiano.

Sì perchè se è ormai chiaro quanto non mi sembri giusto che quella che dovrebbe essere la guida spirituale di milioni di persone, in realtà goda di un potere politico enorme; non mi è invece ancora chiaro come mai la stragrande maggioranza dei politici italiani non sembri soffrire queste ingerenze. Ultimo capitolo della saga è l’incredibile errore di Prodi che invoca aiuto dal clero per combattere l’evasione fiscale.

E stenderei un velo pietoso su ciò.

Detto questo: la Chiesa vuole godere di potere temporale? La Chiesa vuole godere di potere politico? Bene! Però quanto meno tutti abbiano il coraggio di trattarla come uno Stato! Il Papa come capo di governo e la sua combriccola come i ministri et simili.

Cosa succederebbe se degli stati stranieri si intromettessero nella politica italiana? È successo che D’Alema abbia usato toni duri contro sei capi di governo europei che esortavano l’Italia a fare qualcosa per la politica estera (probabilmente una delle due sole cose buone che D’Alema ha fatto e farà nella sua vita; la seconda cosa buona sarà morire).

E perchè questo non accade con la Chiesa? Perchè si sà che in Italia la compontente politica cattolica è sempre importante; d’altronde 50 anni di governo DC non si cancellano con un tratto di penna.

Purtroppo.

E quindi ci dobbiamo tenere questa Chiesa politicizzata che si intromette senza il benchè minimo rispetto negli affari italiani … sulle leggi, sulle riforme e, cosa che mi da ancor più fastidio, sulla ricerca scientifica. Ostacolano la ricerca scientifica con la loro morale! Loro!! Loro che potrebbero mangiare ogni giorno su piatti d’oro diversi!! Loro che prendono dallo Stato italiano svariati milioni di euro (sia per quanto riguarda l’8×1000 sia per quanto riguarda tutte le esenzioni fiscali di cui godono. E quest’ultima è inconcepibile.) e lasciano morire la gente in Africa.

Non pensiate che io stia facendo facile demagogia, non ce l’ho con i missionari (anche se molti di loro contribuiscono al diffondersi dell’AIDS professando che il preservativo è peccato) o comunque con i preti, ce l’ho maggiormente con gli alti funzionari dello Stato ecclesiastico, quelli che sono troppo occupati a spendere per i loro lussi piuttosto che mandare soldi nelle loro stesse missioni in Africa.

E taccio delle altre missioni in tutto il resto del mondo … la situazione non cambia … anzi peggiora.

Detto questo trovo sia dovere di ogni cittadino italiano indignarsi e combattere le ingerenze della Chiesa. Attenzione però, la Chiesa non si combatte come ultimamente a Genova stanno facendo un paio di deficenti! Non si spediscono proiettili al capo della CEI, non si scrivono minacce di morte sui muri.

La Chiesa va battuta col dialogo e con l’inchiesta, non con la forza. Il cammino è difficile e lungo (Scalfari ipotizza che ancora per 3-4 generazioni non ci sia niente da fare … io purtroppo sono più pessimista di lui, ma questo è un mio classico) ma non impossibile.

Questo post non agiterà le folle e non farà cadere la Chiesa, ma la mia voce l’ho fatta sentire e continuerò a farla sentire, perciò sono in pace con me stesso.

Piccolo epilogo:
ieri, girando su internet cercando di informarmi per meglio articolare questo post, mi sono imbattuto in un blog tenuto da una fervente cattolica che difendeva a spada tratta il Papa dall'”attacco” di Scalfari. Prontamente ho mandato un commento per dire la mia, un commento pacato e pronto al dialogo.
Ma sono stato censurato.
C’è un misto di delusione ed orgoglio in me ora. Sono deluso che un mio commento non sia stato messo sul web (infatti era a discrezione della blogger se postare i commenti ricevuti, e già questo la dice lunga sulla libertà data da qual blog); ma non posso negare di essere orgoglioso che un mio commento abbia fatto “paura” tanto da non poter essere postato … e sono anche orgoglioso d’aver dimostrato come anche alcuni cristiani che difendono la morale cattolica fino in fondo non si fanno troppi scrupoli ad usare l’ignobile arma della censura.
Ma come distinguere i censori dal censurato? Beh, il censurato linka il blog! Perchè bisogna sempre distinguersi dalla gentaglia.
Blog cristiano

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Ora, in questo post dovrei stare attento. Sì perchè la Cassazione ha sentenziato che dire “mi fai schifo” ad una persona è un’ingiuria punibile per legge.

Questo forse dovrebbe fermarmi dal dire: “Mario Giordano mi fai schifo!!!!!”? Dovrei forse impedirmi che chiunque lavori per Schifo Aperto mi faccia schifo?!

No, non mi ferma, per il semplice motivo che Giordano & co. non sono persone … sono dei parassiti della società che vivono sulle tragedie altrui, si cibano del dolore dei parenti delle vittime. E tutto questo in favore degli ascolti.

Ma si sà, “sfortunatamente” non muoiono molte persone ogni giorno e non ci sono sempre storie tristi e strazianti da raccontare. Come tappare i buchi di un rotocalco che non può riempire 25 minuti solo con dei drammi?

Ma semplice!! Sì può parlare del tempo!! E cosa si può dire?? Che fa caldo!!

Eh sì, fa caldo … siamo in estate e fa caldo … notevole … non me lo sarei mai aspettato … degno proprio dei titoli di apertura, no?! E non sto mica parlando di un servizio di 2-3 minuti sul caldo (già ampiamente eccessivi), sto parlando di 2-3 servizi di 5 minuti l’uno!!

Ma anche col caldo non ci riempi un rotocalco (sì, chiamarlo Tg mi fa schifare di me stesso … non vorrei essere costretto ad auto-denunciarmi in Cassazione per questo), cosa dire allora?? Beh, fa caldo, quindi si può andare in spiaggia; e cosa si vedono in spiaggia??

Tette & culi!! Ma che bello!! Anche lì 10 minuti sui topless e sulla cellulite delle vip! Aahh … non posso vivere se non vedo che la Ventura ha la cellulite! Ma che scherziamo!?!

Ma mi chiedo … sono forse l’unico?!? No!! Ce ne sono molti altri che come me la vedono allo stesso modo (fortunatamente, devo dire … altrimenti mi sarei già suicidato!) come potete vedere dal blog che vi ho linkato. Ma noi siamo sono solo ragazzi … agli occhi delle persone importanti noi ragazzi non contiamo un cazzo … si sà …

Ma da oggi possiamo contare su una mano d’autore: Giorgio Bocca che dalle pagine de “Il Venerdì” (settimanale de “la Repubblica“) si lancia in un tirata contro il mio “amato” rotocalco:”Si sa che parlare del tempo è un modo per riempirlo, il tempo” e ancora “Il caldo è un evento che non stupisce e non diverte nessuno, la solita occasione per mostrare le chiappe delle italiane in bikini e anche senza. Con il presentatore che intervista il medico di turno al Policlinico e gli fa dire quattro scemenze sulle scottature”.

Il discorso di Bocca è certamente più generale del mio personalissimo attacco a Schifo Aperto, ciò non toglie che lanci frecciatine al rotocalco da me tanto odiato.

E mi scaglio contro Schifo Aperto solo perchè voglio tacere di Merdignolo, perchè voglio tacere che alle 22:30 non si fanno vedere solo tette e culi, ma si fanno anche vedere ballerine che si lanciano in bollenti strip tease, in provocatorie simulazioni di atti sessuali; perchè voglio tacere del fatto che quando il rinomato Financial Times si scaglia contro la strumentalizzazione della donna in Italia (qui l’articolo), loro fanno un reportage dall’Inghilterra dove si cerca dimostrare che:”Gli inglesi ci giudicano male, noi non strumentializziamo le donne”
Evidentemente hanno la coda di paglia …
E voglio tacere di come hanno realizzato questo servizio! Mostrando tette e culi inglesi!!

Qualcuno vada a dire a Giordano che mostrare tette e culi quando si cerca di dimostrare che non si strumentalizza la donna è come sfoggiare un Rolex e nel contempo affermare di non aver rubato quello stesso Rolex 5 minuti prima.
È da completi incapaci.

Che qualcuno glielo dica, per favore.

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