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Archive for the ‘sport’ Category

Grecia, Zante, 15/7/2008: gara di sesso orale sulla spiaggia, in attesa della promozione a sport olimpico in vista di Londra 2012.

Madrina dell’evento: Mara Carfagna.

Lo sdegno della vincitrice: “Dov’è il mio ministero?”

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Io sono tanto calmo e pacifico, ma qualche sfizio nella mia vita me lo vorrei togliere. Insomma, qualche sport estremo lo vorrei pure praticare, una volta o l’altra.

Il paracadutismo, su tutti gli altri, lo trovo veramente affascinante. Volare nell’aria e piroettare libero. Impagabile.
Già capisco di meno il B.A.S.E. jumping nel quale si “vola” per pochissimi secondi: il giorno che mi lancierò da una struttura vorrà dire che ho deciso di sfracellarmi al suolo, statene certi.
Apprezzo molto invece il bungee jumping che spero di non farmi scappare.

Il fatto è che costano o che comunque non sono di pratica fattibilità, visti e considerati anche le informazioni e gli spostamenti necessari per praticare questi sport.

Quindi uno, alla fine, si deve arrangiare con ciò che ha: prendere in mano le situazioni pericolose che gli capitano per strada e lanciarsi per provare quel brivido che solo gli sport estremi ti fanno provare.
Ecco perchè io, qualche giorno fa, mentre passeggiavo per Milano, alla vista di un gazebo di alcuni neofascistelli di FN, li ho passati canticchiando (neanche poi tanto sommessamente) “Bella ciao”.
Son cose. [cit. necessaria]

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Bicycle Race.

Più grande dell’odio che divide cani e gatti; più grande dell’odio che divide ciccionazzari e bidelli; più grande dell’odio che divide Berlusconi dalla Giustizia, c’è l’odio che da tempo immemore divide i ciclisti dai pattinatori.

E dimenticatevi quelle belle frasette tipo “l’uomo si divide in 10 gruppi: quelli che capiscono il sistema binario e quelli che non lo capiscono” o ancora “l’uomo si divide in 2 gruppi; i geni e quelli che dicono di esserlo” (io ovviamente sono un genio) perchè la triste realtà è un’altra: l’uomo si divide fra i ciclisti e i pattinatori. I ciclisti odiano i pattinatori e viceversa.

Ok, è vero, ci sono anche gli automobilisti che odiano i ciclisti (e viceversa), quindi io essendo sia ciclista che automobilista ho astutamente trovato un altro buon motivo per odiarmi. Ma andiamo avanti, che questo potrei trattarlo in futuro.

Forse è esagerato dire che tutti i ciclisti odiano i pattinatori, ma se mai un ciclista ha frequentato un parco d’estate e ha mai incrociato un pattinatore allora scatta automaticamente l’odio.

I pattinatori si dividono sostanzialmente in due tipi:

  1. pattinatore capace (solitamente un uomo che pensa di far colpo sulle ragazze facendo il figo. Illuso): questa categoria prevede pattinatori effettivamente molto esperti, che riescono ad andare ad occhi chiusi, all’indietro, saltando e intonando l’Inno di Mameli contemporaneamente. Il tutto alla moderata velocita di 2 Mach. Hanno però un unico problema: la strada è tutta loro. Se passa di lì un ciclista non riducono l’ampiezza della pattinata, anzi allargano le gambe ancora di più, costringendo il malcapitato ciclista a sfilare sul bordo della strada, col rischio di finire nell’erba. Stronzi.
  2. pattinatore incapace (solitamente è una donna che ha avuto il buonsenso di stare lontano dai pattini fino ai 25 anni, traviata poi dal suo amorevole neo-fidanzatino tutto tricci pucci che è “capace” di usare i pattini): questa categoria è ancora peggiore della prima. Infatti vanno lenti, lentissimi, roba che la Salerno-Reggio Calabria è una strada a scorrimento veloce. Se non riesci a passarli subito a causa della folla potresti vivere la maggior parte della tua vita dietro di loro. E, a dispetto della velocità, non è facile superarli, perchè oltre la folla intorno, gli incapaci vanno in giro con le braccia aperte come se cercassero di prendere il volo. Loro non prendono il volo, e tu non riesci a superarli, con conseguente invecchiamento.

Ma perchè tutta questa tiritera? Semplice: ho un fratello, non lo sapevate? È un coglione, non vi siete persi nulla.
Come è più che chiaro da queste poche righe, io e quel deficiente di mio fratello
non andiamo molto d’accordo. Compito di ogni genitore sarebbe quello di avvicinare due fratelli, ma mio padre (sicuramente inconsapevole dell’odio che scorre fra ciclisti e pattinatori) ha deciso di insegnargli a pattinare.
Terrore, peste, distruzione e morte.
A dir la verità aveva provato ad insegnare anche a me, ma io avevo subodorato la rivalità fra ciclisti e pattinatori e avevo scelto il Lato Chiaro della Forza.
Per mio fratello la situazione è diversa: lui in bici è una schiappa (all’imbarazzante età di 12 anni), mentre sembra divertirsi sui pattini, così mio padre ha spinto mio fratello verso il Lato Oscuro, costringendomi a trovare un nuovo punto di disaccordo fra noi due.

Ora io dovrei pure cercare di recuperare questa distanza, ma non è che abbia molta voglia, ormai è da tempo che ho giudicato perso mio fratello.
Chi vivrà vedrà, ma si sa che il Lato Chiaro della Forza vince sempre contro il Lato Oscuro.

Che la bici sia con te!

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Luci a San Siro

Non lo sapevate?? Davvero non lo sapevate??
Sabato sera, in compagnia di Remuz, sono andato a San Siro per vedere la partita Milan – Juventus.

Ma cominciamo dall’inizio.

Dopo una lunga giornata di lavoro (sulla quale dovrò scrivere..) l’appuntamento era di fronte alla Mondadori in piazza Duomo. Ecco la prima novità della giornata, in piazza Duomo c’è la Mondadori, io conoscevo solo la Feltrinelli… 🙄
Arrivato lì mi trovano Remuz e Ilaria (la quale, fra l’altro, riesce a offrirmi il caffè, il “famoso” caffè :D). Poi, col solo Remuz, abbiamo preso il tram e siamo partiti in direzione di San Siro. Già sul tram cominciano i cori pro Milan (e anche qualcuno pro Juve) e l’atmosfera da grande sfida si fa sentire.
Si arriva allo stadio. Fantastico. Emozionante. Grandioso.
Per non parlare della nebbiolina che giocava con la luce disperdendola nel cielo sopra lo stadio come una sorta di aura.

Entriamo presto, prestissimo; decidiamo che è meglio stare seduti al freddo piuttosto che in piedi al freddo. Sem mingha tocchi noi.. noi sem furbi! 😀

Per le 3 ore successive si è parlato del più e del meno mentre tremavamo, sia per il freddo, sia per l’attesa del grande big match.
Nell’attesa si mangia.. un paio di panini.. un po’ d’acqua.. un altro po’ d’acqua allungata con la coca cola pagata a peso d’oro.

Ma alla fine la partita comincia. Glisso sull’aspetto sportivo perchè, a parte un palo di Trezeguet, un tiro pericoloso di Sahliam-coso e qualche azioncina pericolosa del Milan, è stata una partita scialba in cui (preparatevi al clichè) è prevalsa la paura di perdere.

Un post partita condito da foto allo stadio, a me, a me, allo stadio, a me con sfondo lo stadio. 😀
C’è.. essere il “modello” di Remuz mica è poco eh..
.. certo.. il modello è quello che è e i miracoli mica si possono fare.. 😀

Salutato Remuz – che mi ha accompagnato fino in Centrale rimanendo fino all’arrivo del pullman, ancora grazie – e arrivato a casa, mi sono diretto in una pizzaria cinese dove ho potuto mangiarmi un’ottima pizza a 3.50 euro. E poi dicono male dei cinesi. 😆
Ma questa è un’altra storia..

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